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L’Auditorium Paolucci delle Gallerie degli Uffizi si prepara a ospitare un ciclo di incontri dedicati al legame tra la Toscana seicentesca e la memoria dell’antica presenza romana nel Nord Africa. L’iniziativa ripercorre un capitolo affascinante della storia delle collezioni granducali, incentrato sulla figura di Giovanni Pagni, medico e appassionato d’antichità che nel tardo Seicento venne inviato in missione fiduciaria alla corte di Tunisi.

Docente presso lo studio pisano e studioso del passato, Pagni venne individuato dalle autorità dell’epoca come il profilo ideale per intraprendere un viaggio in territori allora complessi da raggiungere per via delle dinamiche politiche internazionali. Il soggiorno in Nord Africa si rivelò particolarmente proficuo, permettendogli di documentare aspetti antropologici, naturali e soprattutto archeologici di città storiche e dell’antica Cartagine. Nel descrivere il sito dell’antica rivale di Roma, lo studioso osservò come del glorioso passato repubblicano rimanesse un’ampia superficie ormai spoglia di architetture, rivestita soltanto dalla vegetazione spontanea che ne preservava il ricordo nel tempo.

La spedizione consentì il recupero di un significativo nucleo di reperti, tra cui decine di epigrafi e frammenti scultorei, che rappresentarono uno dei primi arrivi documentati di antichità africane nella penisola. Quelle iscrizioni trovarono poi collocazione proprio negli spazi d’ingresso della Galleria degli Uffizi, dove per oltre due secoli sono state studiate e considerate di primario interesse da parte dei maggiori eruditi e antiquari dell’epoca.

Redazione

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