Una tenda piantata nel cuore di piazza della Signoria, di fronte a Palazzo Vecchio, circondata da cartelli di denuncia sul costo sproporzionato degli alloggi: “Stanza singola utenze e muffa incluse 450 euro” e “Stanza doppia senza riscaldamento 350 euro”. È l’azione dimostrativa messa in atto dai Collettivi Autorganizzati Universitari (Cau) di Firenze per contestare la crisi abitativa e la speculazione sugli immobili destinati agli studenti universitari.
Le rivendicazioni degli attivisti puntano alla totalità dei posti letto pubblici: i manifestanti chiedono che il 100% degli alloggi universitari realizzati con fondi pubblici e risorse del PNRR venga assegnato a canoni calmierati e sia gestito direttamente dagli enti regionali per il diritto allo studio, proponendo un calcolo degli affitti commisurato ai redditi reali e l’eliminazione dei vincoli d’uso a tempo determinato.
I portavoce del collettivo hanno espresso una dura critica verso le istituzioni nazionali e locali, contestando sia la gestione dei fondi governativi sia l’operato della giunta cittadina guidata dalla sindaca Sara Funaro. Secondo i promotori dell’iniziativa, la risposta delle amministrazioni all’emergenza abitativa risulterebbe inadeguata e orientata verso grandi gruppi privati anziché verso il recupero e la ristrutturazione del patrimonio edilizio già esistente. A fronte di queste motivazioni, il Cau ha ufficializzato la propria adesione allo sciopero generale del 30 ottobre.









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