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Un quantitativo superiore alle 3mila tonnellate di materiale inquinante e pericoloso – tra cui frammenti plastici, residui di cablaggi elettrici e tessuti, oltre a lastre di eternit e calcinacci da interventi edili – è stato posto sotto sigilli all’interno di due strutture coperte a Castelfiorentino (Firenze) e in uno spazio all’aperto nel distretto industriale di Carrara (Massa Carrara). L’operazione è stata condotta in sinergia dai finanzieri e dai militari del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) dell’Arma di Firenze.

Nel registro degli indagati sono finiti quattro individui – tre cittadini italiani e uno di nazionalità marocchina – con l’accusa di conduzione non autorizzata di discarica e stoccaggio illecito di rifiuti pericolosi.

L’intervento delle forze dell’ordine, scattato lo scorso 20 ottobre, ha portato al blocco complessivo di 3.120 tonnellate di scarti, a cui si aggiungono il sequestro di un meccatronico privo di licenza commerciale e di un mezzo meccanico per il movimento terra. A far partire gli accertamenti è stata una nota del Comune di Castelfiorentino, che aveva segnalato un’anomala accumulazione di materiali in proprietà private. Le verifiche hanno confermato che sia la proprietà degli immobili sia le due imprese locatarie operavano del tutto prive delle necessarie certificazioni ambientali e della rendicontazione fiscale per la tracciabilità delle materie stoccate. Analoghe irregolarità amministrative e fiscali sono emerse per il piazzale di Carrara, trasformato in un deposito a cielo aperto contenente all’incirca 120 tonnellate di polimeri macinati.

Redazione

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