In Toscana la povertà diventa sempre più cronica e strutturale. È quanto emerge dal Rapporto sulle Povertà 2026 “Fratture invisibili”, presentato a Firenze da Caritas Toscana e TosCaritas, che evidenzia come oltre il 40% delle persone assistite si rivolga ai centri d’ascolto da almeno sei anni.
Nel 2025 sono state 29.239 le persone che hanno chiesto aiuto alla Caritas nella regione (un dato sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, ma con 9.000 unità in più rispetto al periodo pre-Covid). Se da un lato scendono leggermente i nuovi accessi (24,1%), dall’altro aumenta il fenomeno della povertà a lungo termine, raggiungendo complessivamente oltre 43mila persone se si considerano i nuclei familiari associati.
Il profilo di chi chiede supporto vede una maggioranza di donne (54%), persone di nazionalità straniera (60%) e adulti tra i 25 e i 54 anni (57,8%), con un preoccupante aumento degli anziani over 65 (17,3%).
Secondo un’indagine parallela condotta da VoisLab su un campione di assistiti, la vulnerabilità economica si intreccia a doppio filo con il basso livello di istruzione e l’isolamento sociale: oltre il 63% possiede al massimo la licenza media, quasi il 30% soffre la solitudine e l’85% fa fatica ad arrivare a fine mese, con pesanti ricadute anche sull’alimentazione e sulla salute.









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