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In Toscana aumentano il lavoro povero e la cassa integrazione.

Nei primi nove mesi del 2025 le ore di Cigs sono raddoppiate rispetto al 2024, superando quota 16 milioni.

E non crescono gli investimenti, +0,7% a fronte di una stima su scala nazionale del 2,4%. E’ quanto emerge dal focus di Ires-Cgil sull’economia regionale presentato a Firenze.
“Siamo dentro una trasformazione che ha i caratteri della crisi, senza un cambio di modello di sviluppo, il rischio è una stagnazione di lungo periodo”, afferma il presidente Maurizio Brotini. E il pericolo concreto, aggiunge, è che finendo gli effetti del Pnrr e del bonus 110 in edilizia si arrivi al “collasso del sistema”.

Nel 2025 l’aumento del Pil è stimato allo 0,3%, inferiore alla media nazionale e, guardando al lungo periodo, è appena superiore a quello del 2007. Sul fronte lavoro, aumenta il tasso di occupazione, ma diminuiscono i lavori stabili e ben pagati.
Il salario medio mensile nel settore privato è di 1.403 euro, ma per ben 115mila persone, concentrate nei servizi di ristorazione, la cifra è di 738 euro. “Complessivamente – sottolinea ancora Brotini – ci sono 200.000 persone che in Toscana guadagnano meno di 1.000 euro”. Sul fronte occupazionale la stima è di 20.000 posti in bilico, limitandosi esclusivamente a chi si trova in cassa integrazione straordinaria. Per quanto riguarda quella ordinaria, nel 2025 è cresciuta del 29%, con il 90% nell’industria. La maggior parte delle ore è concentrata a Firenze e provincia (36%), seguita da Livorno (17,3%), Pisa (13,1%) e Arezzo (8,9%), sebbene la crescita più importante sia registrata a Siena.

Per il 2026 i principali fattori di rischio, spiega Andrea Cagioni, ricercatore che ha curato il report, “il prolungamento della crisi manifatturiera, la centralità della rendita immobiliare e finanziaria e le incertezze geopolitiche, che potrebbero tradursi in nuovi aumenti dei costi energetici”.

Ansa

Redazione

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